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Visualizzazione dei post da gennaio, 2011

E a mam’se chiangeve

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Una delle antifrasi che spesso accade di ascoltare a Taranto è sicuramente “ E a mam’se chiangeve… .” ( e la madre piangeva... [si dispiaceva] ) seguita da una caratteristica (spesso fisica) diametralmente opposta a quella del soggetto dell’osservazione. Così un prosperoso decolleté verrà salutato con un “ E a mam’se chiangeve ca nò teneva menne! ” così come una persona dalla fin troppo fluente eloquio verrebbe notata con un “ E a mam’se chiangeve ca nò parlava maije ”. Il modo di dire fu oggetto di attenta analisi da parte dell’erudito saudita Addah Hauemmith (Rabat, 1935 – Ustioni riportate a causa della collisione con una medusa al largo di Castellaneta Marina, 1992) che per primo calcolò che le gobbe di un cammello possono mediamente contenere l’equivalente di due cartoni da 24x33cl di Raffo.

DA PATRUNE DE BASTIMENTE A VARC' AFFITTE

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Taranto è una città che sicuramente al mare deve molto e molte espressioni della saggezza popolare traggono spunto in un modo o nell'altro dal mare stesso. Tra queste va annoverata la nota: “ DA PATRUNE DE BASTIMENTE A VARC' AFFITTE ” ([ Passare dalla condizione di] padrone di un bastimento a [quella di] affittuario di una barca ).

E MÒ M'A TAGGHIE

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Propongo alla attenzione dei lettori una espressione ben nota e sovente usata nella nostra città, quando ci si deve “obtorto collo” arrendere all’evidenza, ovvero “E MO’ M’A TAGGHIE” (E adesso me la taglio!). Il motto rappresenta la stoica risposta di chi, ormai pressato e soverchiato dalle avverse circostanze, non potendo ribaltare a proprio favore la situazione contingente invoca orgoglioso il primato del libero arbitrio umano contro il fato cieco e cinico.